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Smog. Villani e Barzaghi (PD): “Regione decida per tutti e soprattutto ci metta molti soldi”

Il Tavolo sull’aria con gli amministratori lombardi è un primo importante passo, ma non basta. Perché Regione Lombardia è in ritardo e perché si possono prendere molti altri provvedimenti, che dovevano già essere applicati. È la sintesi del pensiero del Gruppo regionale del Pd al termine dell’incontro, tenutosi stamattina a Palazzo Pirelli, a Milano, sul tema dell’inquinamento.

“Regione Lombardia ci deve mettere la testa e decidersi a fare da cabina di regia, per quanto riguarda gli interventi da attuare all’interno dei suoi confini. Invece, demanda tutto agli amministratori locali, che è un modo per scaricare sui Comuni le responsabilità delle loro scelte. E in questo modo poi i provvedimenti vengono applicati a macchia di leopardo. Così è inutile”, commentano Giuseppe Villani e Laura Barzaghi, consiglieri regionali del Pd, capogruppo e componente della VI Commissione Ambiente.

Non solo: per il Pd è “fondamentale e imprescindibile che la Regione ci metta pure i soldi: deve stanziare ricche risorse per incentivare sia il privato cittadino che l’impresa a sostituire il parco auto e a fare interventi sui sistemi di riscaldamento. E non accettiamo scuse del tipo che i soldi sono finiti: piuttosto che metterli in altri capitoli o buttarli in inutili referendum, possono essere impiegati per gli incentivi e gli interventi antinquinamento”, aggiungono Villani e Barzaghi.

 Ecco allora le prime proposte del Pd: “Meno tasse a chi riduce l’inquinamento. Nel concreto, chi compra un ibrido non paga il bollo. Maggiori trasferimenti ai Comuni che riducono la quantità di rifiuti prodotta pro-capite. Le aziende virtuose premiate con la riduzione della quota regionale Irap e meno controlli ambientali”.

 I due consiglieri ricordano che “la Lombardia è la regione più popolosa d’Italia, con i suoi oltre 10milioni di abitanti; è quella con più imprese (886mila nel 2011) e soprattutto con più imprese a rischio di incidente rilevante (286 nel 2010); ha 5 siti contaminati di interesse nazionale, 840 siti contaminati, 800 potenzialmente contaminati e 1888 bonificati al 2016; ha il più alto numero di Comuni con rischio idrogeologico elevato e molto elevato (687 nel 2006)”.

Per Villani e Barzaghi “è il momento di prendere decisioni drastiche: i dati epidemiologici sulla mortalità evitabile evidenziano una situazione mediamente peggiore che nelle altre regioni italiane e rispetto a tutto il resto del Paese. L’inquinamento è una delle principali cause correlate”.

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