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Sicilia, Lombardia, Italia L’Avv. Niutta :”Sale forte una richiesta di regole certe, precise, utili alle persone”

 

Sul voto in Sicilia le analisi sono molte, ma c’è sicuramente un malcontento generale a cui si deve dare una risposta. Ne parliamo con l’Avv. Maurizio Niutta

Intanto dice, l’Avv. Niutta la maggioranza dei siciliani è cosi disaffezionata da non ritenere utile esprimere il proprio voto. Dopodiché qualcuno ha ritenuto che abbiano trionfato i populismi. In realtà mi pare che abbia vinto il popolo contro chi non riesce più a dare interpretazioni e risposte ai bisogni della gente.

Quali riflessi sul voto Lombardo e Nazionale?

Credo che saranno espressioni omogenee perché continuano a contrapporsi due visioni della società. Da un lato c’è chi vuole rappresentare un Paese uscito dalla crisi,  che diminuisce i disoccupati e si vanta di difendere  la dignità dell’Europa sul fronte dei migranti, pagandone completamente il prezzo e aspirando ad introdurre  altri meritori diritti civili. Dall’altra c’è un Paese diverso che risulta fare sempre più fatica. C’è chi rinuncia alle cure, all’istruzione dei figli, chi deve ridurre o annullare l’assistenza ai propri familiari non autosufficienti. D’altro canto l’Europa di cui noi siamo difensori delle più altisonanti virtù oltre a prenderci in giro, si sta rivelando un ulteriore problema. Ha imposto una serie di normative che contraddicono il principio di libertà dove tutto deve essere regolamentato anche in modo oscuro. Chi pone questi problemi semplicemente chiede che vi sia una Europa politica che rappresenti bene le esigenze del popolo Europeo.

Come incide tutto questo sulla nostra vita?

Si sta assistendo da tempo ad una paralisi delle iniziative dei singoli. La sensazione è che lavorare sia diventato pericoloso. Che non si conoscano fino in fondo tutti i vincoli che regolamentano la nostra attività con quelle conseguenze negative sotto il profilo civilistico, fiscale e dell’assunzione di responsabilità personale. Diventa un vortice depressivo che non si risolve con incentivi che fungono da anti dolorifico temporaneo e quindi inutile, ma non contrastano la patologia

Cosa fare ad esempio?

Con poche variazioni (senza costi) atte a semplificare il sistema, dare certezze anche giuridiche, garantire le regole che consentano a persone o ai gruppi imprenditoriali di rischiare i propri investimenti senza sorprese retroattive, si potrebbe mettere in moto quello che non manca, cioè l’ingegno, la voglia di fare, la capacità realizzativa degli italiani. Ancora iniziando a premiare coloro i quali non hanno sfasciato il sistema si darebbero indicazioni chiare a chi deve operare scelte di significato. Prenda l’esempio della Sanità in Lombardia, molto criticabile ma certamente quella che oggi ha la maggiore attrazione di cittadini che si rivolgono alle nostre strutture provenendo da altre Regioni. Ancora si pensi al settore socio-assistenziale dove con servizi che possono essere anche criticati ma che sono i migliori nel contesto italiano oramai si hanno percentuali superiori al 20% di accessi di persone che di fatto spostano la propria residenza per avere garantito un servizio che evidentemente non trovano a casa loro. Se non si cambia il metodo di Governo, a prescindere dalle appartenenze politiche, quelli che rischieranno di più sono proprio quelli che fino ad oggi hanno resistito contro tutto e tutti. Dopodiché non credo vi siano possibilità di ripresa per nessuno. 

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