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Presentato il libro su Dalla Chiesa in C.R.I. a Voghera

Pubblico delle grandi occasioni nella sede della C.R.I. di Voghera per la presentazione del libro sul generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, scritto dal giornalista Andrea Galli ed edito da Mondadori. Un libro di grande attualità, in occasione dei 35 anni dall’ attentato a Palermo in cui morirono il generale Dalla Chiesa, la moglie Crocerossina Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Ma anche e soprattutto a distanza di pochi giorni dalla morte di Totò Riina, il Capo dei Capi di Cosa Nostra, che dal carcere di Opera, anni fa, rivelò di avere partecipato all’omicidio di Dalla Chiesa.  Ma gli atti processuali raccontano una verità diversa: secondo un pentito il mandante dell’omicidio non fu Riina ma Provenzano. L’omicidio avvenne il 3 settembre ’82,: dal giorno del suo insediamento, erano passati poco più di 3 mesi, 100 giorni durante i quali cercò di rispondere allo strapotere delle cosche e di spezzare il legame tra mafia e politica. Il prefetto reclamò continuamente la concessione di poteri di coordinamento che solo dopo la sua morte, però, vennero formalizzati.

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Durante la serata, moderata dal direttore di RMC NEWS Claudio Micalizio, sono emersi aspetti inediti del generale Dalla Chiesa, la sua figura di investigatore, prima sul fronte dell’antiterrorismo, poi dell’antimafia: ha sempre saputo dare una molto innovativa alle indagini. Alcune sue intuizioni nel campo della lotta alla mafia vengono ancora oggi applicate. Ma sono emersi anche aspetti personali durante la serata, come marito e padre amorevole, che ha sacrificato la sua vita per lo Stato, hanno ricordato gli intervenuti, dall’autore Andrea Galli a Paola Chiesa, appassionata di storia locale.

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La biografia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa parte da quando era giovanissimo incursore durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’8 settembre partigiano sulle coste adriatiche, poi in Sicilia a caccia di latitanti nelle campagne dove spadroneggiava il bandito Giuliano, quindi a Milano alle prese con alcuni grandi delitti «mediatici» in una città in pieno boom economico. Per Dalla Chiesa questi furono gli esordi di una straordinaria carriera da comandante, sempre in prima linea nella lotta alla criminalità e al servizio dello Stato. Nella lunga battaglia contro la mafia, quando sfidò il sistema di potere dei boss e si scontrò con la loro capacità di «aggiustare» i processi ed evitare condanne, e poi negli anni bui del terrorismo, quando fu chiamato a guidare la ferma reazione delle istituzioni contro la minaccia eversiva delle Brigate rosse, il generale fu sempre sul campo accanto ai propri uomini, e unì carisma, intuito, coraggio a un metodo d’indagine che avrebbe fatto scuola. Marito e padre affettuoso, fine psicologo (i principali pentimenti di brigatisti furono merito suo), Carlo Alberto dalla Chiesa è stato, innanzitutto, un carabiniere. E il congedo dall’Arma, in occasione della sua nomina a prefetto di Palermo, fu un dolore che faticò a descrivere: scelto ancora una volta dalla politica come uomo della provvidenza, nella stagione più sanguinosa della guerra di mafia fu lasciato solo, quando Cosa nostra decise di eliminarlo perché in poco tempo aveva svelato interessi criminali che solo anni dopo sarebbero emersi con chiarezza dalle inchieste giudiziarie. Attingendo a rapporti e informative, visitando i luoghi che lo videro cogliere successi investigativi, tra pedinamenti e arresti, e soprattutto condividendo segreti operativi e retroscena inediti degli uomini che gli furono accanto, Andrea Galli ha ricostruito in queste pagine la vicenda umana e professionale del più famoso carabiniere d’Italia, trentacinque anni dopo il tragico attentato di via Carini a Palermo, il 3 settembre 1982, e insieme ha tracciato un racconto che, dal secondo dopoguerra a oggi, segue il filo rosso della drammatica e spesso misteriosa storia del nostro Paese, ripercorsa attraverso la biografia di un suo indimenticato protagonista chiamato a «essere al centro della fiducia e della credibilità dello Stato».

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