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Propaganda “utile” sul Ponte della Becca

Che di un nuovo ponte alla confluenza di Po e Ticino (quella per i pavesi nostrani è la Becca) non si facesse niente lo sapevano persino in Borgo, dove di solito – secondo loro – non sanno niente. Eppure s’è fatto un gran casino: sindaci in fila ad attraversare il manufatto del 1911, consiglieri regionali a far da sponda alle richieste di una infrastruttura tutta nuova e confacente, Provincia e Regione pronte ad investire (minimamente), gente presa dall’euforia di nuove venture di sabbia, ferro e cemento. Certo, sarebbero stati soldi da immettere e prelevare: un plus valore nell’ormai autarchica terra pavese. Ma soldi che non esistono, non solo sulla carta ma persino in previsione futura. E tutti sapevano che non sarebbero mai esistiti, Lega e leghisti compresi!

Dopo l’avvio del ponte sul Ticino a Vigevano, la più grande infrastruttura in corso d’opera in tutto il Nord Italia, mai e poi ancora mai ci sarebbe stata una seconda chance dello stesso genere in quel di Pavia: conti e politica alla mano, ciò che va distribuito si distribuisce. E il progetto vigevanese ha avuto in iter lunghissimo, oltre che esigenze infrastrutturali assai diverse: Vigevano (oltre 60mila abitanti) è in un’area ben diversa, direttamente legata alla città metropolitana, all’Abbiatense ed al Magentino. Broni cade al di là di un Po servito da altre vie, da Stradella a Corteolona, dalla stessa autostrada che accelera il rapporto con Milano via Piacenza. L’Oltrepo collinare ha una vivacità diversa dalla Franciacorta e persino dalle Langhe, anche in fatto di produzioni vinicole. E poi, cosa assai preoccupante, una volta arrivati in pompa magna in quel di Broni, serve una buona mezzora per arrivare a Lirio e anche di più per giungere a Montalto; Zavattarello e Romagnese appartengono di fatto alla Liguria! Orbene, che cosa potrebbe occupare in termini infrastrutturali un nuovo ponte alla Becca? Niente di più di quel che esiste, checché ne dicano i sindaci di Linarolo, Broni, Portalbera (senza offesa per nessuno) o magari Stradella e di tutta le Valli Versa e Scuropasso. I casteggiani e il territorio limigrofo, già puntano sul ponte di Bressana, quelli di Casei, Valle Staffora e Val Curone chiedono lumi sul ponte di Mezzana… geografia alla mano, qualcosa di esagerato c’è. Come detto, anche in Borgo lo avevano capito, senza il bisogno di sbandierare un emendamento alla Finanziaria e senza dover per forza scendere sull’asse politico per dire “non lo vogliono fare”. Fare un ponte nuovo a confluente sarebbe stato qualcosa in più di un regalo politico.

Ma intanto si è fatta propaganda, fin troppo facile propaganda.

 

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