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Due mesi al 4 marzo: Pesato e Villani, quale sarà il futuro politico dei “passionari”?

 

Politiche e regionali: come abbiamo anticipato c’è l’election day del 4 marzo. Non abbiamo sbagliato nelle previsioni, allo stesso tempo prevediamo altre storie politiche sul chi si ferma è perduto. A parte Lega e M5s che avranno storie particolari su cui effondere, in provincia di Pavia ci sono due politici che si giocano tutto il divenire: Vittorio Pesato e Giuseppe Villani.

Giuseppe Villani

Giuseppe Villani

Il primo è ancora giovane ed il secondo non tanto vecchio; le loro storie abbraccino gli estremi della politica italiana, dal neo destrismo di stampo reazionario al comunismo berlingueriano, forse quest’ultimo un pochino “Peppone don Camillo”, tipico della riva destra del Po. Pesato e Villani, due uomini in una stanza, quella del Pirellone, arrivati quasi per assurdo: il primo eterno studente (poi farmacista) e il secondo fioraio in un piccolo paese della piana oltrepadana, terra che non ha con sé nemmeno l’auge del tanto blasonato vino. Uomini coriacei, a loro modo, creduti eterni secondi ma al fine arrivati primi. Nessuno dei due, alla prima cernita, aveva la laurea accademica e proselitica, se non quella investitura politica di livello minore che è pur servita, nel variegato mondo studentesco ed in quello difficile delle oligarchie sinistroidi, fatte di chiacchiere e cooperative, a raggiungere l’obiettivo. E per ben due volte, mica bruscoline. E ades – si dice a Pavia -?

Vamonos companeros? Estamos aqui, pero para donde vamos? Affermava il cubano “Che” Ernesto Guevara.

Il dubbio è quanto mai incantato: esiste o non esiste un futuro a costoro?

 

 

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