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Pavia, il referendum sul “3” si farà a babbo morto

Domanda che parte e arriva a Pavia: si può avere un Comune così? Decide un referendum in una data impossibile, poi chiude il Corso per lavori lunghi 4 mesi…E alla faccia di chi ha firmato per riavere l’autobus in centro rimanda tutto alla consultazione del 2019. Occhio però, che il pavese non dimentica

Via, partono i lavori in Corso Cavour, l’arteria principale della città, laddove si va e si viene per ciò che serve, dagli atti municipali, alla sede e segreteria universitaria, dalla stazione al cuore pulsante degli sportelli bancari, dalla sede Ascom, al Tribunale, dalle gioie e dolori di Piazza Vittoria, alle laterali del mercato, fino a parlare della Cattedrale, dalla Curia biblioteche, fino alle più banali pizzerie e/o osterie… Partono i lavori, che per 4 lunghi mesi (salvo imprevisti e meteo più o meno previsto) e il blocco conseguente sarà evidente, anche se a pezzi e bocconi (detti lotti), il Corso resterà off un po’ qui e un po’ la, da via Romagnosi fino alla Piazza. E allora, dateci un motivo per un referendum a 30-60-90 giorni dalle elezioni del 4 marzo, come prescrive il regolamento? Il referendum sul 3, come è stato definito, non s’avrà mai da fare… Don Rodrigo Depaoli ha detto no!

Elezioni Politiche e Regionali il 4 marzo significa anzitutto che prima di maggio non è possibile svolgere un referendum consultivo; lavori in corso che dureranno fino a giugno, significa che le scuole chiuderanno prima del ripristino di Corso Cavour. Poi, la Legge stabilisce la pausa estiva, fino alla fine di settembre primi di ottobre, ma così ci avviciniamo ai termini del mandato di Massimo Depaoli, e il referendum su il ripristino del tragitto in Corso Cavour dell’autobus 3 non avrebbe più senso. A questo punto bisognerà aspettare la prossima giunta, che a sentore di popolo non sarà più quella in corso d’opera.

 

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