Ultim'ora

Pavia, uninominali da paura: Cattaneo si è assunto una responsabilità rischiosissima con tutto il centrodestra

I due collegi alla Camera e quello al Senato dati per certi al centrodestra sono in realtà traballanti.

Cattaneo-Gelmini

Cattaneo-Gelmini

Nessun sondaggio potrà definirne l’appannaggio perché saranno proprio i voti “fluttuanti” a dire a che partito andranno. E poi ci sarà il gran casino alle concomitanti Regionali, mica niente in casa Forza Italia: sotto gli occhi di tutti c’è l’asse-ticket Cattaneo-Invernizzi avallato da Gelmini. Gli altri candidati al Pirellone, specchietti per allodole, contano come riso e fagioli a merenda

Tre seggi in meno potrebbero non solo voler dire tre seggi in più agli altri, ma addirittura significare la mancata maggioranza finale almeno a Montecitorio. Quando sei il “segretario” provinciale di un partito politico devi averne il controllo, altrimenti vai nei casini; peggio ancora, quando fai parte di una coalizione in cui tre o quattro forze concomitanti devono agire all’unisono per eleggere uno di qua e l’altro di là, a prescindere dal colore reale della bandiera che portano, devi essere saggio e concludente. E Alessandro Cattaneo il controllo della coalizione più ancora che di Forza Italia, a Pavia e provincia non ce l’ha.

Aver azzardato mosse politiche dirompenti, in stile Gian Carlo Abelli (senza esserne fotocopia), può condurre alla catastrofe: in età assai giovane rischiare tanto potrebbe risultare drammatico: se cicca le mosse “è andato”, senza riserva. Infatti, data l’anomala conformazione politica, azioni più o meno velate, più o meno di compromesso, anche se risultanti negative, non avrebbero inficiato alcunché ad un politico di secondo pelo, non ancora consumato dalle vicende parlamentari o sol anche regionali. Invece, dato lo scontro aperto, la lotta ora si misura con le divisioni, che come nel caso dell’Oltrepo sono corrazzate. Ma chi ha voluto che si dichiarasse guerra? Probabilmente qualche consiglio esacerbato di personaggi vetusti, forse più ancora una solidità convinta che andrebbe rivisitata. Anche perché persino la Lega rischia parecchio, non solo alla Camera.

Certe mosse andavano bene attorno al 2008-2009, quando Forza Italia ma anche il Pdl partiva da percentuali alte, tra il 25 ed il 30%, con un bacino lombardo ideologicamente convinto e sospinto dalla rivincita nei confronti di una Lega Nord isolata, e con una legge elettorale differente. Ora non più. Se va bene, anzi benissimo, Forza Italia da sola vale il 16%, forse 10 punti in meno del Pd e altro in meno del M5S. Gli azzurri devono sperare in un assenso totale per portare a casa deputati e senatori, anche perché in molti collegi non li hanno messi e nel proporzionale non ovunque ne eleggeranno. Persino il paracadute del plurinominale alcune volte potrebbe fare cilecca. E, soprattutto, devono sperare nella “tenuta” di Berlusconi, altrimenti saranno guai tosti per l’esito finale.

Dato il quadro, stando in quel di Pavia a chi sarebbe mai venuto in mente lo scontro interno o pseudo parallelo, col rischio di far venire meno 4 o 5mila voti in un momento simile? Il valore di 4 o 5mila voti (e anche di più) anche alle Regionali, che minimo stoppano la possibilità di un assessorato, se non il peggio assoluto? Aver presentato Ruggero Invernizzi in ticket con la candidatura di Cattaneo alla Camera è una forzatura incredibile; basterebbe pensare che gli altri tre candidati alle Regionali, due donne e un uomo, contano come riso e fagioli a merenda, sono solo specchietti per allodole. Politicamente tutte queste sono mosse più che azzardate, dilettantesche. Si dice con l’avallo di Maria Stella Gelmini… quella che riveste la nomina di coordinatore regionale di Forza Italia e che non è riuscita a strappare dalle mani della Lega la candidatura alla presidenza della Regione, proprio nel momento in cui il governatore uscente che, per forza di causa maggiore (non ci sono più dubbi), ha gettato la spugna! Accidenti che emblema di capacità politica è mai questa.

 

427 Total Views 1 Views Today