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In tutta Italia non si parla altro che di politica immigratoria, di morti (morte meglio, fa più audience) ammazzate, di marce di destra e antidestra. Eppure si andrà ad eleggere chi dovrà guidare lo Stato in un mondo strategicamente difficile

ROMA 15 MARZO 2013 PRIMA SEDUTA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO

Tra poco più di tre mesi tutta la realtà agricola italiana dovrà fare i conti con la nuova Pac, più complessa e difficile della precedente. Da una mediazione più o meno valida, il nostro Paese trarrà conclusioni importantissime in tutto il campo agroalimentare, comprese le esigenze di sopravvivenza di almeno 500mila imprese agricole minori, quelle che portano il vero blasone del Made in Italy, fatto di eccellenze e di nicchie produttive ovunque invidiate. In ballo ci saranno 7,8 miliardi di aiuti alle produzioni, alle aree rurali, al calmiere finanziario, ai segmenti Dop, Igt, Docg. Ma questo non è un motivo del contendere della campagna elettorale.

Entro fine anno, al massimo entro marzo del 2019, si arriverà al punto di non ritorno della Brexit, ovvero dell’uscita volontaria della Gran Bretagna dal pannello UE. In gioco ci saranno i ruoli immediati di molti mercati, su tutto quello azionario di Piazza Affari, ora controllato dalla City. Il valore attuale supera i 100 miliardi di investimenti, almeno 11,5 dei quali legati ai piccoli e medi investitori di casa nostra. Ma anche questo non interessa il politichese lanciato verso il 4 marzo.

In autunno (ormai è certo) la BCE passerà la mano sul quantitative easing (QE), cosa che imporrà l’oscillazione libera del debito sovrano degli stati legati all’euro. E il nostro debito pubblico va oltre i 2300 miliardi! Una cifra da brividi che, se non adeguatamente finanziata, farà crollare le aspettative economiche dell’intero Paese. Di questo si fa largamente finta di niente da tutte le parti.

Potremmo andare avanti, in un crescendo rossiniano, con note sonorissime, eppure constatiamo che ciò di cui si parla e si straparla sono gli immigrati, i morti, meglio le morte, per mano violenta extracomunitaria (gli ammazzati di Napoli non fanno notizia, ad uccidere è solo la mafia, la camorra, la malavita, roba nostrana).

Cacchio che politica, che politici, che grandi geni ci si appresta a spedire a Roma, mettendoli al comando di una nazione che gioca ruoli di primo piano nel panorama internazionale… Ma siamo davvero in primo piano nel Mondo o questa storiella è una nostra pura invenzione?

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