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Mandereste i candidati pavesi al Parlamento ad un confronto socio-economico-finanziario con Angela Merkel?

A sole tre settimane dal voto sorge spontaneo un interrogativo, quello del titolo che non stiamo a ripetere inutilmente. Dato il nostrano parterre dei pretendenti ad un seggio a Camera e Senato, ogni tipo di tentativo di risposta ci pare improvvida più ancora della domanda. Facciamo bene a porci quantomeno la riflessione, ma forse scopriamo anche che molto più di qualcosa di male ce lo stiamo facendo in proprio, da titolari di tessera elettorale, quasi una partita iva che serve a pagare un dazio dettato dalla politica, anzi dai partiti politici, che premiano “los amigos” anziché l’intelligenza, i votati a stretto giro di internet (limitatissimo, con tanto di piattaforma), oppure i “traslati”, che a titolo di cronaca si dicono “nominati”. Già, perché votare altri, nel senso di altre persone che hanno un minimo di possibilità di “entrare”, non è fattibile: quelli sono i candidati e da lì non si transige ora e anche prima. Certo, riflettendo fino in fondo, è chiaro che nessuno dei prossimi eletti al Parlamento targati Pavia avrà mai un approccio così immediato con Frau Merkel: ma allora se a Roma alzeranno solo la mano, se in sede europea varranno quanto il due di picche perché a Bruxelles, Strasburgo e Francoforte andranno solo in gita, perché mai dovranno allontanarsi così tanto dalla terra di Po, e Ticino? Per procurarsi un lauto stipendio? Ma no, davvero, solo per così poco? Pensavamo che avessero scelto di andare a Roma per riempirci di un sacco di cose, per farci belli e colorati, per farci sentire i primi della classe in tutto il Paese… accidenti è vero che nessuno sta promettendo doni e gloria a iosa, solo chiacchiere e coriandoli. Ah beh, siamo a Carnevale, per la Pasqua si vedrà. Ricordiamoci che si vota in Quaresima.

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