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Situazione pericolosa a VigevanoCentrale ENEL

Una trappola, spesso mortale, per gli animali che vi precipitano. Il canale che porta l’acqua al bacino di carico della centrale idroelettrica nel parco del Ticino sempre più spesso si trasforma in un vicolo senza uscita, se non l’annegamento, per tantissimi animali: per questo i residenti chiedono, in vista della ripresa delle passeggiate di primavera che portano in questa zona molte persone, che l’area sia messa in sicurezza, garantendo anche una possibilità in più di salverzza ai tanti animali, dai caprioli ai cani, fino alle pecore, che cadono in acqua e non riescono a risalire.

«Qualche giorno fa è annegata una pecora – spiega uno dei residenti – e poco prima, un cane è morto. Avevamo chiamato i vigili, ma nonostante tutta la buona volontà, gli agenti sono sono riusciti a trarlo in salvo». Una tragedia personale anche per chi ha cercato di soccorrerlo senza successo. Alcuni degli abitanti della zona si trovano infatti costretti a chiedere aiuto per salvare i malcapitati: qualche animale sopravvive, altri non ce la fanno e muoiono in acqua. Un triste spettacolo che purtroppo si ripete con una certa frequenza. Nel tratto finale infatti le sponde del canale, che convoglia le acque del fiume azzurro per la produzione di energia idroelettrica  attraverso il Naviglio Sforzesco, sono costituite da cemento armato liscio, che non offre alcun appiglio per potersi aggrappare. Così chi si trova in acqua ha solo due scelte: o viene raggiunto da qualcuno che lo porta in salvo, o va incontro a morte certa.

Il timore di chi abita nei dintorni è che le protezioni messe lungo le sponde non siano sufficienti per evitare anche rischi per le persone, che spesso in primavera utilizzano questa strada per passeggiate nel verde, anche in bicicletta. Il ponticello che attraversa il canale è infatti protetto da alcune sbarre, ma non da una rete. Si crea così uno spazio in cui potrebbe infilarsi anche una bici di piccole dimensioni, nel caso si trovasse a scivolare. Anche le reti che fiancheggiano le sponde sono state tagliate per poter raggiungere gli animali e salvarli, ma sono state sistemate con mezzi di fortuna. «Noi interveniamo, chiedendo aiuto tutte le volte che possiamo – aggiungono gli abitanti – ma chiediamo che sia garantita una maggiore sicurezza, per evitare il ripetersi di questi episodi».

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