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C.r.i. Voghera a lezione con il Generale Garofano

Sabato 3 Marzo una giornata con l’ex Comandante del Ris Carabinieri di Parma per capire come un soccorritore debba entrare sulla scena del crimine

Tutto è partito da un libro curato dalla giornalista criminologa Cristina Brondoni e dal generale Luciano Garofano, biologo e con una carriera brillante da Comandante del Ris Carabinieri di Parma, oggi docente di Tecniche Investigative e Criminalistica in molti atenei italiani: “Il soccorritore sulla scena del crimine” (gruppo editoriale Simone) sarà una lezione a campo aperto anche presso la sede C.R.I. di Voghera Sabato 3 Marzo a partire dalle 9,30 e per l’intera giornata. Una lezione, curata dallo stesso generale Garofano, per spiegare ai soccorritori come entrare ed operare sulla scena del crimine preservando reperti e testimonianze utili all’accertamento della verità. Sia che si tratti di una scena in luogo aperto che in luogo chiuso muoversi sulla scena del crimine rappresenta un momento piuttosto delicato. I soccorritori, di solito, non fanno molto caso a come si muovono: spesso non sanno nulla del lavoro delle forze dell’ordine. E viceversa. Entrare sulla scena del crimine significa alterarla, non è possibile fare diversamente: ma con attenzione e metodo è possibile evitare grandi devastazioni e preservare la maggior parte delle tracce.

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La legge, per esempio, consente al soccorritore di filmare e/o fotografare lo stato di cose, luoghi e persone, anche con un semplice smartphone e consegnare poi il tutto all’autorità competente. Ma quanti ne sono a conoscenza? Dalla strage di Erba fino al delitto di Garlasco, quanti esempi è possibile fare per mostrare quanto è importante preservare la scena all’arrivo dei primi soccorritori. Il fatto che non vi sia stata una documentazione iniziale ha infatti complicato le indagini. Il futuro è la possibilità per i soccorritori di essere dotati sia in ambulanza che sulle divise di strumenti di videoregistrazione che si attivano in automatico (come già accade da tempo in molte realtà) affinchè il servizio sia documentato. Il corso è aperto a tutti i Volontari e Dipendenti di Croce Rossa ma anche a tutto il personale che collabora per le attività di emergenza ed urgenza sanitaria, quindi Polizia Locale, Carabinieri, Polizia di Stato e Vigili del Fuoco. La parte teorica del corso verte su argomenti come balistica, BPA (bloodstain pattern analysis, ovvero l’analisi delle macchie di sangue), elementi di diritto, violenza domestica, linguaggio del corpo e negoziazione con particolare attenzione alle situazioni di emergenza. La parte pratica consiste in una scena del crimine allestita per l’occasione e utile per comprendere l’importanza di un ingresso meno invasivo sulla scena che tenga in considerazione l’importanza delle evidenze forensi e delle testimonianze dirette e per confrontarsi in modo dinamico su quanto semplice possa essere lavorare sulla scena di un crimine senza rischiare di compromettere le indagini.

“Il corso – sottolinea Ondina Torti, presidente di C.R.I. Voghera – è strutturato in modo da non contravvenire al protocollo 118. I protocolli regionali seppure con differenze, collimano nelle parti salienti e imprescindibili del servizio di emergenza urgenza. Il manuale ed il corso si sono basati sul protocollo 118 e in nessun caso il protocollo è messo in dubbio”.

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