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Navigare a vista: La disabilità vissuta a fianco di chi si ama

“Nel 2005 la mia vita è cambiata in pochi secondi. Ho trovato mio marito in un fosso dopo che un’auto aveva tamponato la sua moto. I medici sono riusciti a salvargli la vita, ma ha perso per sempre l’uso delle gambe. Quel giorno ho imparato cosa vuol dire paraplegia, ma era solo l’inizio”.

Così Roberta Grugni ha scelto di raccontare, attraverso il libro “Navigando a vista” (casa editrice Eve) la disabilità al fianco di chi ama. E lo farà anche Venerdì 16 Marzo alle ore 21 presso il centro polivalente del Comitato C.R.I. di Voghera, in via Maggioriano 15.
Lei, da quel giorno dell’incidente al marito, sa bene cosa significa quando una disabilità, anche importante, piomba all’interno di una coppia, in che modo gli equilibri di due persone vengono messi alla prova da una condizione fisica del tutto inedita, dolorosa, complessa e sconosciuta.
“Improvvisamente ho dovuto fare i conti con termini per me sconosciuti: lesione mielica, neuro vescica, neuro intestino, splenectomia, contrazioni, ipersensibilità, decubito. Ma quello che più mi spaventava, oltre alle informazioni mediche facilmente reperibili su internet, era il futuro che ci aspettava come coppia. Ho cercato informazioni tra i famigliari dei pazienti prima e sui libri poi. Ma raramente si parlava di questo aspetto. Ho letto decine di libri scritti da disabili, mancava sempre però il punto di vista della parte “sana”, di coloro che dovevano farsi carico delle necessità della persona amata. Nel centro di recupero dove mio marito è rimasto quasi due anni ho conosciuto mogli e compagne di disabili, ma dopo qualche mese molte hanno ceduto. Io amavo e amo troppo mio marito e mai un momento ho pensato di lasciarlo, anche se ora dopo tanti anni capisco la loro scelta, inizialmente da me condannata. Non dico sia facile la convivenza con un paraplegico, anzi. Tutti i giorni lotto contro la depressione che attanaglia a turno lui e poi me. Ho imparato che per sopravvivere e tornare ad essere felici bisogna cambiare la visione di vita che si aveva prima e che sembrava normale. Ogni giorno cerchiamo di trovare attimi di serenità, di ridere, di scherzare delle sue difficoltà. E mio marito mi ama così tanto che mi lascia momenti di libertà tutti per me affinché io possa tornare a sentirmi “normale”. Ho scritto questo libro perché vorrei che tutte le donne che come me si sono trovate sole ad affrontare questo trauma devastante non mollino. Perché continuare ad amarsi è possibile, ma non facile. Occorre molto impegno da parte di entrambi. Ho scelto la forma del romanzo, perché credo sia di più facile lettura e meno angosciante”.
Dopo una lunga carriera in banca, oggi Roberta Grugni ha cambiato vita e sta dedicando ogni suo momento alle cure del marito. Appassionata di viaggi e fotografia, vive oggi in Spagna dove, giorno per giorno, trova se stessa.

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