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“Navigando a vista”: la forza di Roberta e del marito disabile

La vita può cambiare di colpo nelle persone. Anche in coppie affiatate, come Luca e Francesca che si conoscono durante un viaggio in Centro America, girano alla scoperta del mondo, sono dinamiche, intraprendenti, sportive, piene di energia. Poi arriva un incidente in moto, a poca distanza dal luogo in cui hanno comprato una casetta, vicino a Parma, ed hanno iniziato la loro convivenza. Arriva un referto agghiacciante dai medici dell’ospedale: “La situazione è disperata. Non riusciamo ad arrestare l’emorragia interna. Tre vertebre sono in frantumi, vi sono lesioni al polmone e il danno al midollo spinale è irreversibile”.

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Tradotto in parole semplici: Luca non avrebbe più camminato. Da qui parte il racconto della vogherese Roberta Grugni e la narrazione, a tratti romanzata ma pur sempre reale, di come è cambiata la sua vita da quanto il marito Andrea è rimasto vittima di un grave incidente in moto. Lei non si è persa d’animo e ha scritto il libro “Navigando a vista” (edizioni Eve, marchio editoriale di Editrice GDS) per spiegare a tutti come cambia la vita di una donna, tra sbalzi umorali e depressione, nel dover affrontare il mondo da un punto di vista diverso, al fianco di un marito disabile, che lamenta dolori fisici e psicologici. “Ma senza il partner – spiega Roberta anche nel libro, presentato di fronte ad un vasto pubblico, con tanti amici e parenti arrivati presso il centro polivalente C.R.I. di via Maggioriano a Voghera – la vita di queste persone sarebbe ancora più dura da affrontare. Ho conosciuto tanti disabili e tutti hanno dimostrato una forza e un carattere fuori dal comune, ma coloro che hanno avuto la fortuna di non essere abbandonati mostravano meno rancore verso la vita stessa. Io ho deciso di non abbandonare mio marito. Troppo forte l’amore che provo per lui. Ma non per questo posso dire che la vita con li sia facile. Quello che so, invece, è che quando vacillo io, cadendo in cicliche depressioni, inevitabilmente trascino lui con me. Per questo credo sia giusto raccontare come la parte normodotata possa trovare il delicato equilibrio che permetta ad entrambi di vivere una vita degna”. Roberta e Andrea vivono ormai da tempo tra Italia e Spagna: lui ha mostrato una forza straordinaria, ha reagito, è riuscito a tornare a vivere, seppure con diverse limitazioni. Lei, che amava andare in moto, scalare, fare immersioni nei mari più belli, ha lasciato quello stile di vita per stargli accanto. Si concede solo qualche giorno di vacanza con le amiche ogni anno per rigenerarsi a contatto con la natura, per il resto passa la vita al fianco di Andrea perché lui ha bisogno di essere accudito, lavato, cambiato..”Ho letto un po’ di libri – racconta ancora Roberta -, mi sono informata, ho mollato la mia vita in banca e oggi, rinunciando ad un po’ di cose, viviamo con la pensione di invalidità di Andrea ma almeno sono al suo fianco sempre e lui è tranquillo con me. Avevamo 37/38 anni in quel  15 Aprile 2005, quando è successo l’incidente, per colpa di un automobilista distratto dal cellulare, che ha centrato in pieno mio marito in moto. Da allora non siamo più una coppia normale, non sono più una donna al 100%, mi sento single, badante a tempo pieno, tra noi ci si sente fratello e sorella. Lui mi ha anche detto di rifarmi una vita, consapevole delle sue menomazioni, del non riuscire più a camminare, del non riuscire spesso a controllare le sue funzioni fisiologiche.. ma io ho deciso di rimanere qui con lui. Questo libro ha anche un effetto terapeutico per me, pur romanzato è pur sempre la mia vita. E ora ho già in mente di scrivere un secondo libro, sempre di impegno sul fronte sociale, un settore che mi sta molto a cuore”. Le difficoltà per Roberta e Andrea ci sono anche uscendo dall’abitazione, in un paese poco civile (l’Italia), con poche rampe per diversamente abili, bagni attrezzati, parcheggi spesso occupati da automobilisti che sono in ottima forma ma non hanno il tempo e la voglia di cercarsi un posto altrove. Ben diversa è la situazione in Costa Brava, in Spagna, dove Roberta e Andrea trascorrono diversi mesi ogni anno, tra amici, natura e un clima, anche sociale, in cui entrambi riescono a rigenerarsi: “E’ un altro mondo – ci racconta Roberta -, arriviamo lì in auto, dopo un lungo viaggio a tappe, ma lì Andrea sembra rinascere, dopo che qui a Parma si è isolato per mesi, senza più volere vedere nessuno, rifiutando fisioterapista e psicologa, persino gli amici di una vita, che poi sono diventati anche miei amici e che sono la mia forza in diversi momenti difficili che incontro nella vita quotidiana..senza dimenticare i miei cari, a mio fratello, a mio padre che pur vivendo lontani mi chiamano sempre e mi fanno sentire il loro grande affetto”.. Di lei dicono le amiche e compagne di scuole presenti all’incontro in C.R.I.: “Ha un grande carattere, è combattiva, è tosta, proprio come alle superiori..e questo carattere l’aiuta a superare le sue fragilità..noi cerchiamo di starle vicino, di chiamarla, di vederci, di farla reagire, di farle trovare quell’autostima necessaria per combattere la depressione, che ogni tanto arriva a bussarle alla porta..è di grande esempio per tutti noi”. Roberta lancia un ultimo messaggio al pubblico presente: “La vita è meravigliosa, e qualcosa di bello te lo riserva sempre..a volte ci si arrabbia per cose futili..eppure c’è del bello in ogni persona, in ogni cosa..io spero che Andrea reagisca e che io possa ricominciare a viaggiare..il mio sogno è il Tibet, il Nepal, il Cile, le Ande, la Polinesia, l’Australia..viaggiare e scrivere, queste sono le mie due passioni..”. Una bella lezione di vita quella arrivata da Roberta, sottolinea Ondina Torti, Presidente della C.R.I. di Voghera: “Chi cura deve prima di tutto curare se stesso. Noi, uomini e donne di Croce Rossa, lo sappiamo bene. Vivere da vicino queste realtà ci fa sentire più forti, c’è qualcosa in più che ci fa sentire più vicino alle persone”. Roberta è proprio una bella persona. E il suo libro è sicuramente molto utile per spronare tutte quelle donne che stanno convivendo con un disabile. Messaggio numero uno: non arrendersi mai e amare, amare, amare..

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