Ultim'ora

Governo, nessuno vuole il “missile bollente”

Politica italiana e politica estera si intersecano inequivocabilmente e la storia stessa insegna che in questi casi è meglio starne fuori. Nonostante i ruoli, i veti e i capricci, Di Maio, Grillo e via dicendo non intendono assumersi la responsabilità di un quadro politico globale deteriorato. Il centrodestra, pur appoggiando la linea Nato in principio, non credono affatto a quanto messo sul terreno, ovvero in aria e nel mare: Francia e GB sembrano più nemici che amici del trio Berlusconi (che comanda), Salvini e Meloni.

Checché se ne dica, Matteo Renzi e la sua idea di Pd hanno fallito e non ritorneranno in auge. La chiamata “fuori” di Martina non è una traversa colpita, bensì un goal nel sette entrato nella rete. Il sentiment elettorale per i democratici è sceso al 15% e in caso di elezioni anticipate potrebbe andare anche più sotto. In altre parole, ininfluenti.

Fatti questi presupposti, si scopre che il 91% degli accreditati politici non intende assumersi responsabilità che vadano oltre la legge di stabilità, i risvolti finanziari legati alle entrate tributarie, i più o meno possibili ridimensionamenti di stipendi e vitalizi parlamentari e quel che resta delle elezioni regionali minori ( si permetta, Friuli e Molise!?). Il resto appare come noia incredibile, casino evitabile, cianfrusaglia potenziale, roba che non ci riguarda.

Le Germania, che se lo può permettere, dice non faccio niente. I tedeschi, dopo aver lasciato la base italiana di Decimomannu, hanno spostato missioni, navi e aerei in varie parti del Mediterraneo e del Medio Oriente: a Cipro (Larnaka, 8 Tornado), in Grecia (Joannina, 12 F16), in Egitto (Port Said, 2 fregate missilistiche classe Brandenburg e 2 cacciatorpediniere antiaree classe Hamburg, con 6 elicotteri da attacco al suolo Bo 105), in Arabia (4 F16 e 4 elicotteri da attacco Tigre), in Afghanistan (24 Tornado e 74 carri pesanti Leopard II) e in Turkmenistan (17 At802 antiguerriglia). Ovvero, la ritrosa Germania in tutt’intono alla Siria dispone di una forza armata paragonabile ad almeno 2 intere divisioni con 12mila effettivi tra aeronautica, marina e esercito. Noi. In Italia, non diciamo niente e abbiamo basi Usa e Nato in casa nostra: a Ghedi, Aviano, Vicenza, Treviso, Sigonella, Napoli, Comiso e Pantelleria: tutte a comando Usa, dove basta chiedere un permesso per decollare o per far partire portaerei. E il permesso si firma a Bruxelles, alla Nato, non a Roma, al tavolo di Mattarella. E quindi?

103 Total Views 4 Views Today