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Governo di forza e per forza: evitare le ri…elezioni che piacciono a nessuno

M5S e Lega non hanno nulla da spartire di quanto presentato agli elettori, tant’è che ora cercano dio trovare punti in comune, riscrivendo un minimo di programma. Dureranno tre o quattro mesi, tempo di far passare l’estate e porre le premesse per un ritorno alle urne. In pratica è quello che aveva detto il presidente Mattarella, nulla più e nulla meno, quando aveva parlato di un “governo neutrale”. L’estate, il voto in estate, ha fatto tremare i polsi a Grillo più ancora che a Salvini: di giovani la voto, specie al Sud, ne sarebbero andati pochi, ma anche al Nord ci sarebbe stata la fuoriuscita, magari con la possibilità di risuscitare il Pd o addirittura Grasso and company. Con un’affluenza ridotta al 45-50% (circa 25 punti in meno rispetto al 4 marzo scorso) cifre e percentuali sarebbero state stravolte, per qualcuno in stile Molise e Friuli Venezia Giulia. A torta apparente, meglio, per tutti, un governo stiracchiato che tiri a campare che un governicchio a cui non si avrebbe data fiducia, con la conseguenza del ritorno immediato alle urne. Anche un bimbo di tre anni lo aveva capito.

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