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Si vota il 29 luglio, Pavia è pronta?

Complice Savona, complice Mattarella, complici Lega e M5S, complici Cottarelli e l’astensione del PD al Senato (che equivale ad un voto contras), complice l’estate e la fine della maturità (che toglie voti ai grillini), complice l’apatia per la politica e per le cose d’Europa, complice l’euro, soprattutto dove manca: Nel più piccolo, complice la sonnolenza di una tra le storiche città ad essere presenta nella storia per essere limitrofa a Milano. Pavia, i pavesi, i lomellini e gli oltrepadani (sempre dire bresciani da Edolo a Montichiari, mai dire pavesi da Garlasco a Voghera, sarebbe un’offesa), sono pronti a rieleggere gente che è andata a Roma, anche se solo per una gitarella? Tali elettori della Lombardia minore (nel senso di bassa) avranno gli stimoli giusti e si sentiranno perduti, lasciati liberi, tergiversati? Una cosa viene da ribadire: era il caso o il caso ha voluto, nel senso che c’è stata strategia o incapacità. Deus ex machina, anche il probabile ministro come Gianmarco Centinaio ora si ritrova a fare i conti (senza Conte) con chi lo dovrà riportare a Roma senza passare per il Rubicone, che si sa è un fiume della Romagna che scorre a due passi dal mare.

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