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Caporalato, il clima torna rovente

L’omicidio del “sindacalista dei braccianti sfruttati” in Calabria ha riportato alla ribalta il tema del caporalato. Dopo l’uccisione del giovane malese Soumaila Sacko, davanti al Municipio di San Ferdinando (Reggio Calabria) – dove c’è la tendopoli dei migranti – si è svolta, in un clima di alta tensione, una manifestazione organizzata dal sindacato di base.

Il dibattito sullo sfruttamento in agricoltura è tornato alla ribalta e il settore ortofrutticolo, a livello di immagine, non ne esce bene: il comparto, però, non si può permettere altri scandali se vuole incrementare con decisione e continuità il valore dei propri prodotti. Il caporalato dovrebbe uscire dal vocabolario del settore e il tema della legalità dovrebbe essere un obiettivo condiviso da tutta la filiera. Un obiettivo su cui generare nuovo valore.

Nel frattempo, con le campagne estive appena partite, il tema torna sotto i riflettori della stampa nazionale non solo per le tristi notizie di cronaca nera. Vuoi per le prime operazioni condotte dalle forze dell’ordine, vuoi per la campagna “Sos Caporalato” della Fai Cisl contro lo sfruttamento nel lavoro agroalimentare, negli ultimi giorni si è tornato a parlare del fenomeno. E le associazioni con il settore ortofrutticolo non mancano.

Il sindacato ha lanciato un numero verde (800.199.100) con cui raccogliere le segnalazioni, anche in maniera anonima, su situazioni irregolari in agricoltura e anche nelle locandine con cui pubblicizza l’iniziativa il richiamo all’ortofrutta è diretto.

Fonte Itliafruit news

“Avviamo questa campagna di civiltà con l’obiettivo di raccogliere le denunce di quanti lavorano in condizioni di sfruttamento e illegalità nell’agroalimentare – spiega il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota – Tutte le segnalazioni saranno preziose per ottenere un monitoraggio di massima sull’evoluzione del fenomeno e per dare voce a tante lavoratrici e a tanti lavoratori vittime di caporalato. Quel 199 presente nel numero verde è anche molto simbolico – aggiunge il sindacalista – essendo il numero della legge contro il caporalato, e sta a ribadire anche il senso divulgativo e informativo della campagna, visto che la norma è ancora poco conosciuta dalle persone coinvolte”.

Il sindacato stima che in Italia ci possano essere tra le 400 e le 450mila persone vittime di caporalato, la maggioranza al Sud. Le aree più a rischio? Le campagne siciliane e poi Puglia, Basilicata e Agro Pontino. La Fai-Cisl lancia una campagna di opinione forte, ma non nasconde uno dei problemi all’origine del fenomeno: i bassi prezzi alla produzione. “Sono prezzi che mettono in difficoltà i nostri agricoltori – ammette in un’intervista Rota – Ma ci sono anche misure che vanno a sostegno dell’agricoltura per una filiera certificata, trasparente e di qualità. Che parte da chi raccoglie il prodotto dalla terra, fino all’imballaggio e alla vendita alla Grande distribuzione organizzata”.

La Cisl, come sottolinea il segretario generale aggiunto , preme per una miglior gestione del mercato del lavoro e spinge “sulla premialità legata all’adesione delle imprese alla Rete del lavoro agricolo di qualità”.

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