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Spesa sotto casa in ripresa, Gdo ferma e iper in crisi

Per le “botteghe” del food – dettaglio ortofrutticolo compreso – c’è futuro. Mentre l’avanzata della Gdo si è bloccata e la produttività degli ipermercati continua a calare. E’ quanto ha detto il convegno “La riscoperta del negozio alimentare nelle città come nuova tendenza nella distribuzione moderna” organizzato dalla Federazione nazionale dei dettaglianti dell’alimentazione Fida-Confcommercio che si è svolto ieri a Roma nella sede della Confcommercio. Oltre la metà degli italiani, il 55% per l’esattezza, fa la spesa sotto casa e l’indice di soddisfazione è massimo per i negozi indipendenti specializzati. Il supermercato di quartiere in un certo senso – è stato detto al convegno, in cui è stata presentata anche un Guida per gli imprenditori di settore – è tornato di moda grazie ai suoi punti di forza (in primis accessibilità e cortesia del personale) e allo sforzo per innovarsi attraverso servizio personalizzato, spesa a domicilio e online.

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L’ecommerce alimentare è ancora a livelli minimi, in Italia (0,5% contro il 6% della Francia), ma non potrà che crescere. E Donatella Prampolini, presidente della Fida, ha sottolineato che “molto è cambiato, nel panorama del retail italiano in questi cinque anni, in particolare nel settore alimentare. Si stanno delineando e rafforzando trend demografici, sociali, economici e tecnologici che modificano profondamente le abitudini di acquisto del consumatore. In questo nuovo scenario competitivo i negozi alimentari, inventori del modello piccola-media superficie in area urbana gestita da persone competenti e appassionate, devono fare un ulteriore passo avanti in termini di managerialità della gestione”.

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Per quanto riguarda nello specifico il dettaglio ortofrutticolo, Prampolini spiega a Italiafruit News come “i numeri dicono che in questi anni la specializzazione di funzione o di prodotto ha consentito alle aziende che l’hanno adottata di resistere meglio agli effetti della crisi e anche il settore ortofrutticolo ha registrato la stessa dinamica”. “Chi ha saputo coltivare un buon rapporto con i fornitori, inserendo al contempo nuovi servizi per il consumatore – conclude la presidente dei dettaglianti dell’alimentazione di Confcommercio – ha vinto la battaglia”.

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