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Pac post 2020, Areflh e Arepo assumono posizione comune

Il 12 luglio, l’Areflh (Assemblea delle Regioni europee dei prodotti ortofrutticoli) ha organizzato una riunione del suo Collegio delle Regioni, a cui hanno partecipato anche rappresentanti dell’Arepo (Associazione delle Regioni europee per i prodotti di origine), con l’obiettivo di definire una posizione comune sulle proposte legislative della Commissione europea sul futuro della Pac post 2020 e il quadro finanziario pluriennale (Qfp) per il periodo 2021/27.

Entrambe le reti di regioni hanno espresso la loro crescente preoccupazione per i tagli previsti dalla Commissione al bilancio agricolo, in particolare al secondo pilastro. Scelta che sembra essere in completo contrasto con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di zone rurali sostenibili, vivaci e moderne. Ciò significa che la futura Pac dovrebbe ampliare il proprio campo di applicazione e conseguire gli obiettivi vecchi e nuovi con un bilancio notevolmente ridotto. Si tratta di un principio inaccettabile che rischia di compromettere il futuro dell’agricoltura europea, dell’organizzazione comune di mercato e delle zone rurali. Secondo le due Associazioni, una Pac forte, competitiva e sostenibile, con regole comuni e semplici in tutta l’Ue, può essere raggiunta solo attraverso un importante bilancio agricolo.

Negli ultimi mesi Areflh e Arepo hanno sostenuto con forza una futura Pac che mantenga un rapporto diretto con il territorio rurale attraverso il ruolo attivo delle Regioni dell’Ue, che svolgono un ruolo cruciale nella definizione e nell’attuazione delle politiche di sviluppo agricolo e rurale a livello locale. Tuttavia, nella sua forma attuale la proposta legislativa tende a marginalizzare o addirittura a mettere a repentaglio il ruolo e l’autonomia delle regioni europee nella gestione della Pac, affidando loro il semplice compito di attuare misure stabilite a livello nazionale. In questo scenario, le regioni europee, che in molti paesi dell’Ue esercitano importanti funzioni legislative nel settore agricolo, sarebbero quindi chiamate a svolgere il ruolo marginale di “organismo intermedio”.

Di conseguenza, l’applicazione di tale regime organizzativo al Feasr rischierebbe di far scomparire un patrimonio di esperienze gestionali maturate nel corso degli anni in molte Regioni europee, in un momento in cui le diverse realtà stanno lavorando per costruire forme di “autonomia rafforzata”, generando l’impossibilità di delineare lo sviluppo dei sistemi territoriali e di coglierne le specificità locali. Per questo motivo, la piena applicazione del principio di sussidiarietà proposto a livello dell’Ue non dovrebbe essere applicata solo a livello degli Stati membri, ma anche a livelli di governo più adatti ad attuare con successo le diverse politiche comunitarie.

Per queste ragioni, Areflh e Arepo uniscono le forze nel riaffermare la necessità di salvaguardare il ruolo centrale delle Regioni europee nella definizione e implementazione delle politiche di sviluppo agricolo e rurale e di rafforzare il loro ruolo nei processi decisionali dell’Ue.

La presidente di Areflh, assessore della Regione Emilia-Romagna, Simona Caselli, e la presidente di Arepo, vice-governatrice di Creta, Theano Vrentzou-Skordalaki, si sono congratulate per il risultato della loro collaborazione, sottolineando che questa iniziativa comune rafforza la voce delle regioni europee e dovrebbe essere estesa ad altre reti regionali che si occupano di agricoltura e sviluppo rurale.

Inoltre l’assessore Caselli ha sottolineato “la necessità che il bilancio della Pac non venga ridotto se vogliamo rispondere alla sfide del future attraverso un’agricoltura sostenibile e di qualità, che possa garantire la sicurezza alimentare per i consumatori e un reddito adeguato per gli agricoltori”.

Infine la vice-governatrice Vrentzou-Skordalaki ha affermato che “la futura Pac dovrebbe riaffermare e rispettare il principio della gestione condivisa per i fondi strutturali europei e il principio di sussidiarietà. Gli obiettivi della Pac possono essere raggiunti solo attraverso la regionalizzazione della maggior parte degli strumenti della Pac, rispettando la distribuzione dei poteri all’interno di ciascuno Stato membro, in particolare in termini di competenze giuridiche delle regioni dell’Ue nell’attuazione della politica”.

Fonte: Ufficio stampa Areflh

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