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Pavia, l’agricoltura chiama

Siamo pavesi, e forse nel resto d’Italia non lo sanno; purtroppo anche noi non sappiamo nulla di scelte operate da altri ministri venuti da terre diverse e magari per così dire lontane. Se sapessimo tanto forse avremmo modo di stupirci, forse di impallidire. Ma stiamo al presente, senza andare troppo in avanti e senza fare nomi, inutili: al posto dei cognomi ci potrebbero stare anche degli elfi, come nella tragedie nibelunghe.

Fatto si è che il treno per Roma è stato offerto e preso da un ministero, pardon da un ministro, con tanto di conclama e prebenda a personaggi pavesi che in riva al Ticino tutti conoscono. Noi non dobbiamo aggiungere nulla a ciò che già si sa e si conosce, più di qualsiasi curriculum e meglio di una lettera di presentazione.

Ciò che resta della vicenda è il lei motiv: chiunque può essere chiamato, non c’è limite alla provvidenza, con o senza stupore di animo e ausilio di intelligenza.

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