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Senza ritegno: due pesche a 4,70 euro

La scorsa settimana, in uno dei miei tanti pasti on the road, abbiamo voluto provare l’ebbrezza di un po’ di frutta, per completare – si fa per dire – il lauto pasto. Senza guardare il prezzo ho preso d’istinto il piattino con due pesche che vedete in fotografia e l’ho messo sul vassoio. Si sa che nei self service delle stazioni di servizio il conto è salato, ma far pagare due pesche quattro euro e settanta ci pare in ogni caso una follia. La colpa è certo mia che non abbiamo prestato attenzione al prezzo, accorgendoci dell’abominio solo mentre gustavo – si fa sempre per dire – l’insalatona caprese che costituiva la portata principale.

Si tratterà di pesche speciali, mi sono detto, e allora le abbiamo avvolte in un tovagliolino e abbiamo atteso di essere comodo sul divano di casa per assaporarle. Prima, però, abbiamo fatto qualche piccola verifica: diametro 70 mm che corrisponde a un calibro A; peso 340 grammi complessivi che corrisponde a un prezzo di 13,80 euro il chilo; durezza al penetrometro 5 chili per centimetro quadrato, l’equivalente di due bocce da biliardo; infine, ma non in ordine di importanza, 9 gradi Brix che nella scala del sapore corrisponde a “dolcezza da dimenticare”.

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