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Genova, niente di nuovo sotto il crollo del ponte

Polemiche politiche a iosa, “pagheranno tutti” gettati nel mucchio a vanvera, minacce e ritorsioni, caroselli sull’Europa e sulla libertà di spendere quattrini per tutte le cose, cordoglio e condoglianze vere e di forma, come d’obbligo per chi “cade”; elogi ai soccorritori e magliette della Protezione Civile esibite alla propaganda… Versetti di un poema ben noto in questo Paese, scritto 158 anni fa con gli echi del Romanticismo e di una Patria formata e voluta, quasi fosse ben visibile la cartapesta con cui si plasmava. Ben 158 anni di niente di nuovo, di soliti doli e indolenze, di sotterfugi e di polemiche, quando non peggio di complicità. Quel ponte a Genova, immortalato in milioni di fotografie, presto non ci sarà più, ma intanto c’è stato e nel mentre è in parte crollato sopra quartieri di una città portando con sé vite, ruote e motori. Il solito rumore delle tragedie italiche, cui faranno seguito processi e incanti, retoriche e filippiche, dibattiti e scontri. Si risarciranno i morti e si dimenticherà, perché alla fine aumenteranno solo le tariffe.

 

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