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Atlantia, dilettanti allo sbaraglio

Concessionario ardimentoso e forse anche inadempiente, più volte: i sensori delle oscillazioni sui giunti di carico – come sarebbe prescritto per un’opera strollata a più campate come il ponte Morandi di Genova – c’erano ed erano funzionanti? I controlli di carotaggio sui plinti venivano eseguiti con periodicità? I prelievi sui “ferri a nudo” davano indici di struttura omogenea dei cristalli o evidenziavano stati di corrosione più o meno avanzata tale da compromettere anche solo in parte la portata delle carreggiate? Era forse necessario chiudere al traffico il viadotto durante forti perturbazioni meteorologiche? Domande, semplici domande.

Era necessario “bandire” Atlantia dalla concessione autostradale così palesemente, permettendo di mandare a fuoco 5-6 miliardi di controvalore in borsa in poco meno di 48 ore? Serviva forse riflettere prima di parlare con voci di ministri praticamente plenipotenziari in quanto anche capi di partito (quindi impossibili da esautorare per evidente negligenza politica)? Domande, semplici domande.

C’è da scommettere che le polemiche andranno ben oltre il ponte di Genova.

 

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