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Il ruolo del Centro Integrato di Corteolona nella gestione dell’emergenza fanghi in Lombardia.

Corteolona – Dopo le notizie apparse sui media nei giorni successivi all’emanazione dell’Ordinanza urgente Decreto Regione Lombardia n.94 del 7 agosto 2018 per evitare l’interruzione del pubblico servizio di depurazione, A2A Ambiente ritiene opportune alcune precisazioni.

Per meglio comprendere la situazione in cui si trova la Lombardia per quanto riguarda la gestione dei fanghi derivante dalla depurazione delle acque reflue urbane occorre scorrere alcuni numeri. Va ricordato innanzitutto che la quantità di fanghi prodotti dipende dal numero di abitanti i cui scarichi domestici sono collegati tramite la rete fognaria agli impianti di depurazione dei liquami: con dieci milioni di abitanti, in Lombardia dal processo di depurazione delle acque civili ogni anno derivano circa 450.000 tonnellate di fanghi (rapporto ISPRA 2017).

La recente sentenza del TAR ha reso impossibile la pratica dello spandimento in agricoltura della maggior parte di questi fanghi, senza che vi siano disponibili delle alternative praticabili nel breve periodo. Nei paesi europei che hanno vietato da tempo l’utilizzo agronomico dei fanghi infatti la soluzione è rappresentata dal conferimento ai termoutilizzatori, ma perché ciò possa avvenire su una scala così importante occorrono investimenti specifici ed impianti dedicati: in Lombardia, allo stato attuale, sono al massimo circa 100.000 le tonnellate ogni anno conferibili ai termoutilizzatori, meno di ¼ del totale prodotto. Da qui la crisi di cui molto si scrive in questi giorni che ha portato la Regione ad emanare un’ordinanza finalizzata a mettere a disposizione eventuali capacità di stoccaggio – come quelle del Centro Integrato di Corteolona – per sopperire alle esigenze immediate dei depuratori, la cui attività non può essere interrotta.

In questo contesto, A2A Ambiente si è resa disponibile ad utilizzare i grandi serbatoi per fanghi presenti nell’impianto: da sottolineare che questi serbatoi sono gli unici ad essere vuoti non per un caso, ma perché circa un anno fa A2A ha prudenzialmente interrotto le attività di ritiro dei fanghi per lo spandimento in agricoltura, consapevole dell’incertezza normativa del momento.

Questi serbatoi rappresentano chiaramente una soluzione tampone, non certo strutturale.

A2A Ambiente ritirerà quindi nelle prossime settimane i fanghi dei depuratori che vorranno avvalersi di questa facoltà, fino a quando i serbatoi non saranno pieni e a condizione che i fanghi siano almeno potenzialmente utilizzabili in agricoltura. Se, nei prossimi mesi, saranno riviste le norme del settore potrebbe essere possibile inviare anche questi fanghi al recupero in agricoltura; se invece ciò non dovesse avvenire, la società provvederà a svuotare i serbatoi inviando nei termoutilizzatori il loro contenuto: operazione che richiederà almeno un anno.

Parliamo ora dei costi previsti. Nei contratti, inviati a tutti i depuratori che lo hanno richiesto, sono specificate chiaramente le condizioni economiche offerte e la loro origine. In sintesi: se sarà possibile, a seguito di approvazione di nuove norme, inviare i fanghi immagazzinati al recupero in agricoltura, il prezzo applicato sarà di 130 euro alla tonnellata. Questo è il prezzo di riferimento applicato ai depuratori che già conferivano ad A2A prima della ordinanza regionale e include il costo del deposito, in quanto i fanghi potrebbero complessivamente restare stoccati nei serbatoi addirittura 1 o 2 anni. Se sarà invece necessario caricare nuovamente questi fanghi nelle cisterne per trasportarli ai termoutilizzatori, il prezzo riflette esclusivamente i maggiori costi dovuti ai grandi quantitativi di acqua che dovranno essere aggiunti ai fanghi perché sia possibile pomparli nei serbatoi.

Tutto ciò è chiaramente riportato nei contratti ad oggi sottoscritti con una cinquantina di depuratori e tutti i gestori hanno compreso e ritenuto fondate le ragioni delle condizioni contrattuali proposte: l’eventuale impatto del costo dell’utilizzo dei serbatoi di Corteolona sulle bollette, riguardando 20.000 tonnellate su 450.000 sarà trascurabile, comunque inferiore allo 0,2%

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