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Il sindaco di Pavia Massimo Depaoli pensa di essere come Pizzarotti

 

Pavia, verso le elezioni con quella cattiveria in più che piace ai soliti e che fa arrabbiare i tanti. Il sindaco Massino Depaoli, brava persona, ha fatto più di quanto gli ha concesso il Partito Democratico: nel nulla ha cercato di districarsi, sopravvivendo. E’ già un miracolo. In casa Forza Italia e Lega si è detto, fatto e sottoscritto qualcosa come niente, come l’iperbole matematica che va, sale fino a toccare il fondo, senza mai sapere bene dove esso sia: litigi, parvenze, accomodamenti e forse anche sacrosanti accordi. Bel mondo da vedere, mentre Pavia non si sa bene dove sia. Programmi passati alla mano, ci dovevano essere le svolte alla Snia, alla Necchi, alla Neca, alla Cattaneo… Nulla di tutto ciò in cantiere o in preavviso. Solo quisquiglie in ASM, poi alla viabilità, quindi nei trasporti: minimi sforzi dettati più dal “lasa sta”. E adesso? Viene la nuova tornata, piena già da ora di insidie e malumori, perfidie e querele. Cavolo che politica, che storia, che qualunquismi esacerbato. E Depaoli che fa? Si ripresenta? Uhmm… Mica siamo a Parma, con Pizzarotti, o anche qui c’è di mezzo il “dai che vai”?

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