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Se questo è un ladro

Premesso che non ci sentiamo Caio Muzio Scevola e quindi la mano sul fuoco non la mettiamo per nessuno. Però, conoscendo da decenni Sergio Contrini facciamo davvero fatica a crederlo “ladro” di lasciti testamentari o di prebende di soggetti deboli a lui affidati quale tutore. Siamo in tremenda difficoltà nel credere che Contrini abbia delapidato soldi di chi era nel bisogno estremo; sicuramente non lo.ha fatto per arricchire se stesso. Eppure vengono a galla testimonianze e querele e pure egli stesso fa nascere la colpa, con quel patteggiamento che sembrerebbe in via di richiesta
 Quindi? Siamo disposti a pensare che quei soldi mancanti siano finiti nelle tasche e /o nelle casse di “offerte”, a genti o società che “ballavano” con Contrini e col suo mondo. Certo non è un buon esempio di amministrazione di denaro altrui, ma – a nostro parere – occorrerebbe andare a fondo nel discorso di quel.mondo fatto di “casa e chiesa” che solo in apparenza è “morbido e pulito”, ma che molto spesso approfitta di propri simboli umani per fare manbassa di quel che capita a tiro. Del resto anche le vicende di Formigoni, in tono certamente esagerato, ricordano certe prassi. Pensarla diversamente è un po’ offendere noi stessi. Sempre comunque stando lontano dal fuoco, perché brucia da maledetto.
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