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Il sindaco dei pavesi o lo si elegge il 26 maggio oppure sarà dettato dal risultato delle Europee

Pavia o avrà un sindaco subito, il 27 maggio, oppure cadrà nelle problematiche generate dal caos del dopo Europee.

 

E’ una certezza, non una probabilità. Le questioni politiche in essere diverranno teoremi infiniti a scrutinio elettorale concluso e tra i partiti lo scontro diverrà più ampio di quanto già si pronostica. Gli elettori pavesi, se chiamati al turno di ballottaggio, avranno serie difficoltà a mantenere il proprio sentiment e l’esito non sarà più lo specchio dell’elettorato. Quindici giorni dopo il 26 maggio Pavia finirà con l’esprimere un sindaco che sarà pura espressione di una minoranza di elettori, sarà una scelta altamente “non condivisa” della città.

Per la prima volta, le Europee segneranno uno spartiacque tra le neo ideologie e le rivalse, una forma anacronistica della democrazia “urlata” in piazza, da un lato, e la costruzione lenta e inesorabile del difficile convivere continentale. Nessuna delle due scelte è facile, ma la vincente dominerà per i prossimi anni, influenzando e influendo sui comportamenti individuali e collettivi degli italiani. Quindi, o il sindaco di Pavia lo eleggono i pavesi, al primo turno, oppure sarà l’emotività del momento storico a decidere su chi pendere, una volta al ballottaggio.

 

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